Kommunalka

Le elezioni polacche del 17 gennaio 1947. I gol cantati da Victor Hugo Morales. I frigoriferi della Fiat. Il primo discorso di Christian al compleanno di papà. Herman, bruciato in miniera. La foto sfuocata di Sixto Rodriguez a Londra. La sparatoria di Rocinha. Il soldato gigante al funerale di Kim Jong-il.

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#memoria 

"Mi ero altresì creato un verso.

(…)

Sapevo naturalmente che non esistono metri tradizionali in senso assoluto, ma ogni poeta rifà in essi il ritmo interiore della sua fantasia. E mi copersi un giorno a mugolare certa tiritera di parole (che fu poi un distico dei Mari del Sud) secondo una cadenza enfatica che fin da bambino, nelle mie letture di romanzi, usavo segnare, rimormorando le frasi che più mi ossessionavano. Così, senza saperlo, avevo trovato il mio verso, che naturalmente per tutto I Mari del Sud e per parecchie altre poesie fu solo istintivo (restano tracce di questa incoscienza in qualche verso dei primi, che non esce dall’endecasillabo tradizionale). Ritmavo le mie poesie mugolando. Via via scopersi le leggi intrinseche di questa metrica e scomparvero gli endecasillabi e il mio verso si rivelò di tre tipi costanti, che in certo modo potei presupporre alla composizione, ma sempre ebbi cura di non lasciar tiranneggiare, pronto ad accettare, quando mi paresse il caso, altri accenti e altra sillabazione. Ma non mi allontanai più sostanzialmente dal mio schema e questo considero il ritmo del mio fantasticare.
Dire, ora, il bene che penso di una simile versificazione è superfluo. Basti che essa accontentava anche materialmente il mio bisogno, tutto istintivo, di righe lunghe, poiché sentivo di aver molto da dire e di non dovermi fermare a una ragione musicale nei miei versi, ma soddisfarne altresì una logica. E c’ero riuscito e insomma, o bene o male, in essi narravo”.

Cesare Pavese, Il mestiere di poeta (a proposito di Lavorare stanca), novembre 1934.

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"There was, however, a highly important sixth figure – not a composer but a critic and, by profession, librarian: Vladimir Stasov. His was the programme of Russianizing the Russian arts, especially music and painting, freeing them from conventions inherited from Western Europe, rooting them in Russian soil – which would mean chant and folk song where music was concerned – and having them grow through treating specifically Russian subject matter".

"The kuchkists were Eurasians, who, wanting to separate Russia from everything west of the Dnieper, were happy to take its borders deep into the Caucasus and Central Asia. Turkic nomads and a heroine of Georgian legend were more acceptable than a hard-working composer-conductor whose Jewishness could be seen as allying him with the Western mainstream, and here the kuchka drew into the darker shadows of Russian anti-Semitism and imperialism”.

Musorgsky and the Mighty Handful, TLS

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Sergei Alexandrovich Yesenin - sometimes spelled as Esenin - (1895 – 1925) was a Russian lyrical poet. He was one of the most popular and well-known Russian poets of the 20th century.

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Viktor Vladimirovich Khlebnikov, better known by the pen name Velimir Khlebnikov (1885 – 1922), was a poet and playwright, a central part of the Russian Futurist movement, but his work and influence stretch far beyond it.

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#letteratura  #russia  #khlebnikov  #cronologia 

The Symphony No. 5 in C minor of Ludwig van Beethoven, Op. 67, was written in 1804–1808.

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Lo sforzo sovrumano di alzarsi dal letto, vestirsi e uscire di casa, certe mattine. Gli occhiali rotti di Isaak Babel. L’Africa che non conosco. Questo libro che sembra un quadro.

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Gianni Granzotto che spiega il caso Pasternak alla televisione. Se una parola si possa ripetere nello stesso periodo o si debba cercare un sinonimo. I poeti del genocidio.

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I guanti bianchi del principe all’incoronazione di Bokassa. L’ultimo battito di ciglia prima di addormentarsi. La monarchia patrimoniale dei primi zar.

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#memoria  #ripostiglio 

Nečaev che incanta i suoi carcerieri. L’odore dello spray anti-zanzare sulla pelle sudata. Le propaggini della Polonia nel 1939.

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Angelo Maria Ripellino (1923 – 1978) è stato un traduttore, poeta e slavista italiano.

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Quelli che vanno a vedere gli aerei partire (o atterrare). Il pianto di massa al funerale di Kim Il-sung. Zoff, Gentile, Cabrini.

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Come saliva Pantani. I samizdat del Centro Studi Europa Orientale. I favolosi parlari degli ignoranti. Lo sparo senza movente dal secondo piano dell’Istituto di Filosofia del Diritto. I bollettini di guerra di Vladimir Danchev. L’eterno ritorno dell’ossessione.

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La moviola letteraria di Proust. Lo stabilimento Fiat Mirafiori. I volti degli attori nella scena madre di Alien. L’odore delle case dei vecchi. Il marito della Regina d’Inghilterra. Il fondo di bottiglia dell’aranciata San Pellegrino.

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Veder piangere mio padre. Enzo Tortora ammanettato. Pavese che si inventa una metrica.

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