“Si alguna vez vuelven a existir los cubanos su primer deber será recordar a toda la gentuza que, durante décadas, colaboró con la aniquilación de los cubanos. Toda la llamada izquierda europea, para empezar, vendida por un chocho joven o por una polla descomunal. No hay que olvidar nunca a esos canallas y si queda alguno vivo por entonces es imprescindible pasarles la cuenta”.
Juan Abreu, Emanaciones.
Russia, una storia/4. 1914-1917.
Assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando per mano del serbo Gavrilo Princip (28 giugno 1914). La Russia si schiera apertamente con la Serbia e la Germania con l’Austria-Ungheria. La Germania dichiara guerra a Russia e Francia, che ricevono l’appoggio attivo britannico. Lo zar negozia con gli alleati l’incorporazione dello Stretto dei Dardanelli all’Impero una volta sconfitti gli imperi centrali (1915). Assassinio di Rasputin ad opera del principe Yusupov, un monarchico disilluso (1916). Le risorse agricole e industriali vengono dirottate verso l’esercito. Si stampa moneta per rimediare ai buchi di bilancio.
Russia, una storia/3. 1900-1914.
Dimostrazione pacifica a San Pietroburgo repressa nel sangue (9 gennaio 1905): la Domenica di Sangue. Scioperi e proteste nell’Impero. Polonia e Georgia ingovernabili. La stampa critica le autorità. Le sconfitte belliche mettono in discussione l’immagine di invincibilità dell’Impero. Partiti politici emergono dalla clandestinità: Partito socialdemocratico (1899) e Partito dei socialisti rivoluzionari. Fazioni interne ai socialdemocratici: i bolscevichi sono l’ala maggioritaria, Lenin il loro leader. Lenin scrive il Che fare? (1902), crea divisione nel secondo congresso del partito (1903) e delinea i concetti di rivoluzione e dittatura del proletariato, anticipando l’uso del terrore (1905). I menscevichi denunciano le idee leniniste.Il Partito dei socialisti rivoluzionari esalta il ruolo dei contadini come classe rivoluzionaria. I Liberali si organizzano nel Partito costituzionale-democratico (ottobre 1905) e si adattano al clima imperante appoggiando la riforma agraria. Ammutinamento della corazzata Potemkin. Disordini nei distretti rurali (estate 1905). I marxisti di San Pietroburgo fondano un Soviet dei rappresentanti dei lavoratori (settembre 1905). Lo zar emana il Manifesto d’Ottobre, primo documento sulle libertà civili e l’elezione di una Duma (1905). Liberali e classi medie assumono atteggiamento più conciliante. Nicola II può reprimere le rivolte. I leader del Soviet di San Pietroburgo vengono arrestati, tra loro Trotski. Sollevazione armata del Soviet di Mosca (dicembre 1905). L’imperatore pubblica la Legge Fondamentale e dispone elezioni per la Duma. Ma mantiene facoltà di scioglimento del parlamento e poteri di emergenza. Anche i cadetti del Patito costituzionale-democratico si oppongono. La prima Duma si riunisce (aprile 1906). I rappresentanti dei contadini chiedono il trasferimento delle terre della nobiltà. Nicola II scioglie il parlamento. Il Partito costituzionale-democratico minaccia uno sciopero fiscale e si ritira a Vyborg (Finlandia). Lo zar concede un’altra tornata di elezioni. La seconda Duma si riunisce (marzo 1907). Resta un’assemblea radicale. Nicola II affida a Stolypin (conservatore riformista) l’incarico di formare un governo e di riscrivere le regole elettorali. Stolypin promuove la privatizzazione delle terre e lo scioglimento delle comuni agricole. Opposizione nella seconda Duma. Uso dei poteri di emergenza. Ma nel 1916 solo un decimo delle terre sarà de-comunizzato. Stolypin cerca la collaborazione del Partito Ottobrista e spinge per una maggior partecipazione dei contadini nei consigli rurali (zemstva). Favorevole ad un processo di russificazione, nelle amministrazioni pubbliche e nell’istruzione. Stolypin perde la fiducia di Nicola II. E’ assassinato da un socialista-rivoluzionario a Kiev (settembre 1911). Voci su un coinvolgimento dell’Okhrana (polizia politica zarista). L’Okhrana infiltra le organizzazioni rivoluzionarie e le neutralizza (1907). I conflitti si fanno più sporadici. La polizia spara sui minatori a Lena, in Siberia (aprile 1912). Proteste per i salari e la libertà politica a San Pietroburgo (giugno 1914). Legge marziale e rafforzamento dello stato di polizia, rifiuto della costituzionalizzazione del suo potere da parte di Nicola II. Alienazione delle classi medie.Terza Duma (favorevole al sovrano).
Russia, una storia/2. 1900-1914.
Nasce un movimento sindacale illegale (1890s), ma gli scioperi sono rari. Il governo legalizza sindacati locali. Commercio russo-tedesco, nonostante la rivalità politica. Cinquantamila chilometri di ferrovie (1914), compresa la Transiberiana. Sviluppo industria armamenti, metallurgica e sfruttamento risorse naturali. I giacimenti di petrolio di Baku. Incremento dei beni di consumo. Crescita della produzione agricola (1880s-1913). Russia primo paese esportatore di grano. Espansione e diversificazione delle coltivazioni nelle regioni baltiche e in Asia Centrale. La comune agricola come principale istituzione rurale. Tuttavia persistono differenze fra i contadini (kulaki e braccianti). Emigrazione in città. Creazione di una classe urbana di lavoratori (11 milioni di persone nel 1913). Classi medie impiegate nel settore pubblico, nelle banche, nelle industrie. Le città si trasformano. Le associazioni professionali sottoposte a costante sorveglianza. I lavoratori stagionali (khodoki). Ricorso massivo al lavoro manuale. Lavoratori esclusi dal resto della società. Condizioni di vita precarie. Rafforzamento del legame con i villaggi da cui provenivano. Mantenimento delle tradizioni e delle credenze contadine. Società russa profondamente divisa fra classi dirigenti e popolo. Stili di vita radicati a livello locale, non esiste un sentimento identitario russo. Popolazione e governo dalla stessa parte solo in occasione di crisi nazionali: invasione napoleonica (1812) e guerra russo-turca (1877-1878). La chiesa subordinata allo stato. Campagna della chiesa ortodossa contro le sette. L’intelligentsia riconosce i limiti dello zarismo ma non propone una visione alternativa. La ricerca dell’identità russa e il rifiuto del nazionalismo. Nascita di organizzazioni monarchiche (1905) a sostegno dell’etnia russa. Episodi di antisemitismo. Ma i russi sono solo il 44 per cento della popolazione ad inizio secolo. La Russia è un impero multinazionale in cui la fedeltà allo zar è garantita dalle diverse etnie. Diffidenza di Nicola II nei confronti dei movimenti nazionalisti russi. Le chiese locali lamentano interferenze e diventano centri di potenziale malcontento. Anche Nicola II accusa gli ebrei di intenzioni sovversive.
La Russia dichiara guerra al Giappone (1904). Esercito russo sconfitto a Mukden e flotta baltica annichilita a Tsushima (1905). L’Austria-Ungheria annette la Bosnia-Erzegovina ma la Russia (in quel momento alleata della Francia) non interviene (1908). La stampa critica la decisione come una sconfitta diplomatica. Bulgaria, Serbia e Grecia dichiarano guerra all’Impero ottomano (1912). La Russia, di nuovo, non appoggia i serbi, e la solidarietà slava si incrina. Seconda guerra balcanica, questa volta tra Serbia e Bulgaria (1913). La Serbia annette parti della Macedonia interferendo con gli interessi austriaci. Per estensione le relazioni fra Austria-Ungheria e Russia si fanno più tese.
Russia, una storia. Riforma della chiesa ortodossa russa promossa dal patriarca Nikon (1653). Scisma ed emigrazione degli Old Believers. Diffusione di nuove sette. Conquista del Caucaso del Nord (1820s). Fallimento della cospirazione Decembrista (1825). Costruzione delle prime ferrovie (1830s). La Russia non riesce a respingere le incursioni francesi e britanniche in Crimea (1854-1856). Repressione della rivolta musulmana nel Caucaso del Nord (1859). Formazione dei primi gruppi di opposizione politica (1860s). Editto di Emancipazione dei contadini ad opera di Alessandro II (1861). Assegnazione di una percentuale di terre ai contadini. Malcontento rurale. Riforme politiche a livello locale (zemstva, consigli elettivi), riforme giudiziarie (tribunali locali), riduzione della durata del servizio militare. Rivolta polacca (1863) e dura repressione. I narodniki, populisti, fondano il partito Terra e Libertà (1876). Vittoria sui turchi (1877-1878). L’imperatore Alessandro II assassinato dai terroristi del gruppo Volontà del Popolo, emenazione del partito Terra e Libertà (1881). Marxisti e liberali si organizzano (1890s). Antagonismo studentesco al regime. Nascono nuovi giornali, all’estrema destra e all’estrema sinistra. Rapida industrializzazione (1880s-1890s). Sergei Witte, ministro delle finanze. Carestia nella regione del Volga (1891-1892). Patto russo-francese sulla sicurezza (1893), esteso successivamente alla Gran Bretagna (1907).
“El mayor reto para cualquier escritor es hablar con claridad”.
Juan Abreu, Emanaciones
Venedict Vasilyevich Erofeev (1938 – 1990) was a Russian writer.
Vladimir Sergeyevich Solovyov (1853 – 1900) was a Russian philosopher, theologian, poet, pamphleteer and literary critic, who played a significant role in the development of Russian philosophy and poetry at the end of the 19th century and in the spiritual renaissance of the early 20th century.
Ilya Grigoryevich Ehrenburg (1891 – 1967) was a Soviet writer, journalist, translator, and cultural figure.
Isaak Emmanuilovich Babel (1894 – 1940) was a Russian language journalist, playwright, literary translator, and short story writer.
Georgi Valentinovich Plekhanov (1856 – 1918) was a Russian revolutionary and a Marxist theoretician.
Alexander Alexandrovich Blok (1880 – 1921) was a Russian lyrical poet.
Che abbiamo vissuto,
che abbiamo toccato le strade coi piedi,
che andavamo allegri,
non lo saprà nessuno.
Che abbiamo guardato il mare
dai finestrini dei treni,
che abbiamo respirato
l’aria che si posa
sulle sedie dei bar,
non lo saprà nessuno.
Siamo stati
sulla terrazza della vita
fintanto che sono arrivati gli altri.
Nino Pedretti, Non lo saprà nessuno, 2007
Bertrand Russell (1872-1970).
La filosofía es algo intermedio entre la teología y la ciencia. Como la teología, la fiolosofia se dedica a cuestiones que no han alcanzado todavía una comprobación definitiva y una aceptación general. Como la ciencia, la filosofía se funda unicamente en la razón y no en la autoridad.
Todo concepto matemático puede ser deducido de los conceptos fundamentales de la lógica (negación, identidad, conjunción, disyunción, implicación de proposiciones) y toda proposición matemática puede ser derivada de los primeros enunciados de la lógica. Se llama logicismo y su innovación principal fue la introducción de la teoría de los tipos - toda función proposicional debe ser de un tipo lógico más elevado que el de sus elementos - para evitar las proposiciones sin sentido.
A una primera fase caracterizada por un extremo realismo (realidad formada por entes lógicos dotados de una subsistencia), sigue el abandono de la concepción de la matemática como simple descubrimiento de un mundo de esencias, aún sin aceptar una interpretación puramente nominalista de la lógica. Realismo del sentido común.
La concepción filosófica general de Russell se fundamenta en la constante afirmación del carácter rigurosamente científico del método empleado, que se contrapone a las tendencias intuicionistas, calificadas como una nueva expresión de las tendencias místicas tradicionales. Denominador común es el recurso a las doctrinas clásicas del empirismo inglés y de la ciencia como construcción basada en los datos de la experiencia pura.
La idea que dirige las reflexiones sociológicas de Russell es la defensa de la libertad, entendida esencialmente, en el sentido del liberalismo clásico, como defensa de la libertad del individuo y de la libertad de investigación.
Al acentuar la crítica de las doctrinas axiológicas, que afirman la existencia de valores absolutos, Russell separa los juicios de hecho de los juicios de valor, que caen fuera del terreno de la ciencia y del conocimiento.
La doctrina de la subjetividad de los valores no impide que Russell polemice contra determinadas instituciones y contra los que él califica como desvalores, afirmando su derecho a difundir sus preferencias éticas, para que surjan también en otros hombres. El status axiológico privilegiado de la libertad es posible solamente en una consideración de la personalidad humana, para la cual no existen bases en la filosofía teórica de Russell.
Fuente: Diccionario de Filósofos, 1976 (in ed. originale italiana)